12 novembre 2008

Per quelli che non ci credevano

Per quelli che non ci credevano che sto facendo un corso di danza, e ridacchiavano. Per darne la prova e soprattutto per interrompere questa mia recente latitanza dal blog.






















Il trasloco è terminato.

Ora sto sistemando gli oggetti intorno a me. Magari l'ordine fisico si rifletterà anche nella mente. Non riesco a rassegnarmi al caos, nonostante si possa scherzare e compararlo al genio, sono realista.

E oggi provo nostalgia. Quella di una bella chiacchierata con un connazionale amico che mi capisce al volo, prima di lasciarmi mi abbraccia, mi dice fammi uno squillo quando sei arrivata e poi mi manda pure un messaggio che non devo nemmeno pagare per leggere (qui costa anche la ricezione di telefonate e messaggi), ma investo quei centesimi per ricambiare l'affetto.

Stasera sono andata a cena dalla francese che è gentile e cara, ma ci conosciamo poco: quel tanto che basta a capire che non c'entriamo molto.

E comunque la lingua, se non perfettamente dominata, è un gap impressionante. Soprattutto per chi come la scrivente la usa tanto e ha bisogno di far diventare i pensieri frasi, spezzettarli in parole e poi cambiare i vocaboli per dare nuove sfumature o dettagli. Insomma se è complicato in italiano figuriamoci in inglese.

Imparo l'homesick che, tanto lo so, si prova anche in patria talvolta.
Comunque sto bene (dopo un attutito scontro iniziale, il mio coinquilino sembra già diventato più attento e preciso in casa).

10 novembre 2008

L'idraulico di Greencastle

Nel weekend il mio nuovo coinquilino ha incontrato sua nonna, negli States per una conferenza, a Nashville. Prima di andarsene ha detto di aver inoltrato la richiesta per le riparazioni, sarebbero arrivati nel pomeriggio.
Tornata a casa verso sera speravo avessero risolto il problema.

Ho attraversato con pochi passi il soggiorno-salotto-cucina e guardato il water malconcio. Funzionerà? Tiriamo l'acqua, ho pensato. E il già alto livello del liquido contenuto nella tazza (qui la usano piena per un terzo) è andato aumentando. Lentamente. “Finirà” mi sono augurata. Al contrario. Sempre più piena, colma... l'acqua ha iniziato a uscire e ad allagare il bagno...
“Merda”. Un balzo sul telefono: ho composto l'unico numero che sapevo, pigiato lo “0”, Public Safety.
Spiegato l'accaduto, detto “fate in fretta”: già mi vedevo deambulare sulla moquette fradicia e non era una bella immagine.

Fortunatamente, una volta appesa la cornetta, la fonte si è esaurita. L'idraulico è arrivato dopo circa una ventina di minuti.
Erano in due, è rimasto il più giovane che ha inserito la solita ventosa nell'incavo. Io spargevo fogli di scottex sul pavimento.
Non potevo non sfruttare la troppo ghiotta occasione...

- Are you an employee of DePauw or does University just call you in case of need? -
- No I work for DePauw” - (faccio indagini serie, eh eh ;-)
- May I ask you... what do you think about the election? -
Rossore sul suo viso
- I'm not really interested in politics -
Aggrotto un po' la fronte...
- As you noticed I'm not from here, I'm just trying to understand... What do you think of this victory?-
Sorrido e lui forse capisce da che parte starei se fossi americana oppure si sente rassenerato dalla spiegazione semplice.
- I'm happy. My friends worked a lot for the Obama's campaign and they're so proud that I'm voted for him. Yes I'm confident... - e continua con un monologo che non termina nemmeno al rientro dell'altro addetto, quello più anziano.

Così tra la cucina e il bagno nasce un mini dibattito post elettorale. Il giovane ormai ha preso coraggio, è lanciatissimo. Il vecchio più restio, non si sbilancia e io tengo in bocca le domande per rispetto. Afferma che si vedrà. Non mi sembra particolarmente entusiasta, ma chi può dirlo.

Un idraulico a Greencastle ha votato democratico dunque, ma è giovane e non lavora in proprio.

Dagli studenti e qualche amico ho ricevuto varie risposte interessanti. Scriverò.
"Why Indiana turned blue" titolava il "The Indianapolis star" giovedì 6 novembre. Riporterò.

To be continued.

7 novembre 2008

Time for CHANGE

Il 4 novembre, mentre l'America cambiava presidente, io cambiavo stanza.

Mi hanno finalmente concesso una singola e per i prossimi mesi condividerò un piccolo appartamento con il Teaching Assistant di tedesco. Anche lui si è spostato dallo studentato dove l'avevano relegato. Abbiamo preso le chiavi lunedì, venuti a vederlo in serata, gran ridere... per non piangere. Non ne siamo proprio entusiasti, ma ci si accontenta. It's ok...

A parte il bagno. Deve essere un'altra sorta di maledizione che m'accompagna quella di riuscire a finire sempre in posti dove il gabinetto si ottura (prima di utilizzarlo!).
Cercando quel quarto di bicchiere pieno: oggi ho conosciuto una delle mie vicine elemosinando l'utilizzo della toilette che la mia vescica non ce la faceva più. Sembra gentile e disponibile.
"Whenever" mi ha esortato, "Actually, I hope to use my bathroom as soon as possible!".
Pure alla doccia manca la tenda così vado a farmela dalle mie ex coinquiline coreane.

Domani V. ha promesso d'inoltrare la richiesta per richiedere le varie riparazioni. Gli ho spiegato che se la scrive lui, abbiamo molte più probabilità di successo. Sperem.

Dunque martedì ho fatto il grosso del trasloco, ma ancora la casa è piena di valigie, scarpe sparse e utensili per la cucina posati qua e là. Devo sistemare pure gli abiti.

Insomma non ho più aggiunto post con l'etichetta "assestamento", ma in realtà questo sembra lungi dal dirsi concluso e il tempo vola, mannaggia scappa!

Nel frattempo sto ascoltando le impressioni della gente sulla vittoria di Obama: per lo più studenti, professori, impiegati dell'università. Spero di raccogliere anche pareri dal paese e conto di scriverne prima che il mio cambiamento sia concluso!


Appendice più tragica che trash (07 Nov, ore 08.30)
ore 08.00 mi sveglio e, dopo tanto ritardo, ho il ciclo... ho bisogno della toilette. Faccio capolino fuori dal mio appartamento: tutte le altre porte sono chiuse. Dato l'orario mi scoccia bussare a qualcuno. Sciacquo la faccia. Pigiama sotto, pantaloni e felpa sopra. Cappuccio calato il più possibile.
Faccio pipì all'Asbury hall l'edificio universitario più vicino. Se fossi in campeggio avrei un bagno più vicino. Invece manco un bosco in zona. Sfiga. Take it easy: how?

5 novembre 2008

YES!!!!!

It was true: WE CAN!



*A breve qualche commento perché, wow, è un evento storico guys... I have to realize it better, maybe I'm starting now, but it's time to go to bed. On facebook, in fact, I joined the cause "I won't go to school if McCain win". So tomorrow I have to be at school: luckily :-)

4 novembre 2008

Ancora poche ore e sarà


ELECTION DAY!


Vote for Obama


*In realtà mi fan sorridere perché tantissime persone hanno già votato, la maggior parte degli studenti a cui ho chiesto "Allora il 4 voti?", mi hanno risposto "ho votato settimana scorsa" o "due settimane fa" o "nel weekend". Ufficio complicazione affari semplici, e solo quelli semplici.
**mi sono accaparrata anche il cartello pro Obama per il giardino che non ho. E la maglia dei college democrats for free, peccato sia gigante. Sono cose!

2 novembre 2008

Don't touch my P.D.A.

Sono quindici minuti che penso a un'introduzione. Ho provato pure a scrivere. Ho cancellato.
Affronterò le scoperte fatte grazie alla Dani (a Miami), poi sviluppate e confermate senza girarci intorno. Magari male, ma sono considerazioni in fieri che vanno condivise.
Ultimamente cerco di reperire informazioni fregandomene di eventuali etichette nelle quali non sarei stupita d'imbattermi. Fintanto che posso godere dell'immunità concessa agli stranieri, oso.

Le già citate differenze tra americani e italiani di cui ho parlato con le mie studentesse durante l'Italian club.

Dopo circa un mese di permanenza, mentre il campus si andava riempiendo di studenti ho iniziato a stupirmi di non vedere nessuna coppia baciarsi o coccolarsi. "Strano" mi sono detta, pensando il fatto fosse da imputare al caso.

Invece... la Dani mi ha spiegato che gli americani non si baciano in pubblico (a meno che non siano ubriachi) perché ritengono il bacio un'espressione intima, da condividere in privato.

Appena tornata io, invece, ho condiviso lo stupore (ma solo questo) con J., l'insegnante di tedesco, il quale mi ha letteralmente lasciata interdetta mettendomi a conoscenza di ciò che qui chiamano P.D.A. cioè Public Display of Affection (l'ho scritto per non dimenticarlo): un atteggiamento da evitare.
Niente tenerezze in pubblico.
Per ore non ho fatto che ripetere "It's crazy" o "how sad", non ci potevo credere.
Perciò ho preso a chiedere a quasi ogni indigeno con il quale avessi un minimo di confidenza: hanno confermato.

Gli americani, mi ha detto il deutsch, hanno una tolleranza bassissima per la visione della sfera intima e il sesso. Al contrario altissima verso la violenza.
Ha enfatizzato spiegandomi che di alcuni film esistono due versioni: quella americana e quella europea. Se sia vero non lo so, gli autoctoni non credo ne siano informati.
Ha continuato dicendo che, ad esempio, in televisione per nessuna ragione sono, ammessi i seni nudi, salvo coprire i capezzoli.
Il topless in spiaggia è proibito. La Dani mi ha subito avvertita: "le persone che lo fanno sono tutte europee". E non solo nell'Indiana degli Amish che non è bagnata dal mare, bensì vietato in tutti gli States!

Non puoi fare il topless, ma puoi comprarti la beretta. Intelligente.
Inizio solo ora a capire gli atteggiamenti libertini dei figli dei fiori: il significato che rivestivano.
Dovevano averne terribilmente bisogno se sono ancora ridotti così alla fine dell'anno Domini 2008.

Mercoledì come si può facilmente evincere, con la scusa dello scambio culturale mi sono fatta rivelare, in modo dettagliato, come si concepiscono le relazioni tra uomini e donne, dalle mie studentesse del Mid-west.
Sono indietrissimo. Facciano del gran sesso o meno, i rapporti tra i due generi mantengono una formalità vecchia maniera. Moltissime ragazze si atteggiano spesso a pin up e sembrano terribilmente oche senza destare alcuno stupore. Qualcuno sostiene che alcune di loro vedono ancora così il loro ruolo nella società. Dio, che tristezza.
I ragazzi sono gentili, con me lo sono stati, ma in quanto straniera (il fattore esotismo può incidere) non è facile comparare.

Il dato incontrovertibile è la bassa età a cui si sposano, molti subito dopo il college o pochi anni dopo. Non ho mai sentito parlare di convivenza... (forse una volta, o meglio l'ho data io per scontata: dovrò appurare).

Inoltre le relazioni sono dettate da vari passaggi: hanging out (incontrarsi, frequentarsi ma in modo generale, magari con altri), dating (la frequentazione vera e propria che in teoria include la sfera intima, ma ci sono più visioni) e l'engagement (quando s'inizia a pensare al matrimonio).

Morale della favola: se invitate qualcuno a pranzo, o anche solo per un caffè, rischiate di far scattare il primo dating. La persona in questione penserà che siete interessati a lui/lei e non solo intellettualmente...

Non si può immaginare quante persone ora a Greencastle siano probabilmente convinte di piacermi. Certo che ci vuole anche una bella fantasia a vedere un amplesso in un caffè annacquato.
In generale pare che l'amicizia tra uomo e donna, come è intesa da noi europei (certo con i "ma" e i "se" del caso), non esista (ci sono solo i "se" e i "ma"). Mi sembra di essere bambina, in vacanza nel paesino calabro dei nonni dove non si poteva girare liberamente coi ragazzetti perchè non sta bene. Quelle, in realtà, erano fisse senili, qui sono negli States!
Negli USA dove è vietato consumare alcolici prima dei ventuno. Così alle feste, se qualcuno sta male, non si chiama l'ambulanza per non rischiare casini... Scappa anche il morto per colpa di questi atteggiamenti.
Se non hai compiuto ventun anni non puoi bere un bicchiere di rosso, ma puoi arruolarti e andare in guerra. Agghiacciante se si pensa che qui la fanno sul serio.

In Indiana (ma anche in Kansas e altri stati) non si può nemmeno acquistare alcol la domenica. Il motivo lo ignoro. Forse è da imputare a retaggi religiosi. Peccato che l'ecaurestia si celebri anche col vino.


Ricapitolando:
massima attenzione negli inviti al sesso opposto, una volta fidanzati compostezza nell'esternare i sentimenti. Riservatezza pure in spiaggia, ma litri di birra giù per il gargarozzo di nascosto. Risultato: gravidanza inaspettata in tempo zero (cfr. la figlia di Sarah Palin). Ragazza madre o matrimonio riparatore. Alta probabilità di divorzio.
Ho parlato anche con la francese.
Non mi sono mai sentita tanto europea quanto oggi.
Longue vie à l'ancien monde!

1 novembre 2008

Halloween: qualche foto.


Qui le decorazioni per Halloween sono nei cortili da settimane. Questa, una casa vicino alla mia.















Due "miei" studenti mi hanno invitata alla festa nella loro Fraternity. Così ho deciso di sperimentare il mio primo Halloween, l'original one.







Di seguito chi mi ha invitata: due ragazzi col cognome italiano (Cassella e Lucchese).
Nonostante la banalità del costume, ero l'unica vestita da strega!
E menomale che in America la politica è tabù.
J. (non è difficile indovinare il nome) mostra il voto e un'idea quasi da ku klux klan che gli ho detto di non condividere. Avrei dovuto fargli un maleficio, ma mi ha offerto di festeggiare il Thanksgiving day con la sua famiglia from Italy e, nonostante non abbia ancora accettato, non ci sono riuscita. Certo che con tutti i democratici nel campus io, al solito, dal mazzo li piglio!

*Il viso è stato oscurato per precisa richiesta del soggetto fotografato di non figurare nel blog riferendosi, però, a quello dell'Italian club: si preoccupava dell'opinione dei professori.
Ad ogni modo, per evitare di vedermi mangiare le solite arance, ormai di stagione, al chiuso, ho preferito tutelarmi anche qui ;-)